Appunti di casa
Ho inserito nel blog gli "appunti di casa" perché il mio rifugio è un costante work in progress. Adoro migliorare continuamente la mia casa, mi piace che sia anzitutto pratica e per questo sono sempre alla ricerca di tutti quegli accorgimenti che possono rendere la casa fruibile nel migliore dei modi e con semplicità. Quando mi siedo sul divano e mi guardo intorno ho l'occhio sempre critico e il mio cervellino studia sempre di mettere qualche appendino in più, qualche scaffale nuovo, finché inizia a pensare più in grande: spostare una porta, tirare giù un muro, rifare tutta la casa e lì capisco che è il momento di alzarmi dal divano...
E si ritorna a camminare
Prendete una persona come me, avulsa dallo sport da anni e fatela incontrare con il lui sportivo. I due mondi dovevano per forza trovare un punto di incontro ed è partita la mediazione.
Io non odio lo sport, magari sono un po' pigra ma l'ho sempre praticato e ricordavo quindi le endorfine positive e l'energia che lo sport sa dare. Mi mancava solo scegliere cosa fare, trovare qualcosa che mi rimettesse in forma e che conciliasse la voglia di stare insieme e la mancanza di tempo. Ed ecco l'home fitness.
E' partito tutto con il gesto più semplice: andando a camminare. E' bellissimo finire la giornata di lavoro, trovarsi a casa, mettersi una tuta e andare a camminare insieme.
Raccontarsi la giornata, sfogarsi di quello che è andato storto, gioire dei propri successi o di quelli dell'altro. Sentire i muscoli addormentanti per il lavoro sedentario tornare ad irrorarsi di sangue con quella classica sensazione di formicolio alle estremità, alle dita di mani e piedi. Andare a camminare tutte le volte che questo è possibile, con il bel tempo, anche di inverno. O meglio sopratutto d'inverno. Il buio complice delle 19, il freddo gelido sulla faccia, il corpo che si scalda piano piano, passo dopo passo. Sentire il cuore che aumenta i battiti e il respiro che si fa più veloce. Godersi l'esterno, la natura e il mondo che di giorno si vedono solo dalla finestra dell'ufficio e dal finestrino dell'auto. Riappropriarsi del mondo, di ciò che circonda le nostre case. Riprendersi il tempo per fare il punto della giornata e per vivere il presente, il momento.
Io non odio lo sport, magari sono un po' pigra ma l'ho sempre praticato e ricordavo quindi le endorfine positive e l'energia che lo sport sa dare. Mi mancava solo scegliere cosa fare, trovare qualcosa che mi rimettesse in forma e che conciliasse la voglia di stare insieme e la mancanza di tempo. Ed ecco l'home fitness.
E' partito tutto con il gesto più semplice: andando a camminare. E' bellissimo finire la giornata di lavoro, trovarsi a casa, mettersi una tuta e andare a camminare insieme.
Raccontarsi la giornata, sfogarsi di quello che è andato storto, gioire dei propri successi o di quelli dell'altro. Sentire i muscoli addormentanti per il lavoro sedentario tornare ad irrorarsi di sangue con quella classica sensazione di formicolio alle estremità, alle dita di mani e piedi. Andare a camminare tutte le volte che questo è possibile, con il bel tempo, anche di inverno. O meglio sopratutto d'inverno. Il buio complice delle 19, il freddo gelido sulla faccia, il corpo che si scalda piano piano, passo dopo passo. Sentire il cuore che aumenta i battiti e il respiro che si fa più veloce. Godersi l'esterno, la natura e il mondo che di giorno si vedono solo dalla finestra dell'ufficio e dal finestrino dell'auto. Riappropriarsi del mondo, di ciò che circonda le nostre case. Riprendersi il tempo per fare il punto della giornata e per vivere il presente, il momento.
Pasta al cavolo nero e tofu
Io adoro la semplicità e ultimamente sto scoprendo e apprezzando molto l'utilizzo di alcune verdure in versione cruda.
Alcune non le avevo mai utilizzate crude ma in questo modo si preservano tutte le vitamine. Ed ecco che così è nato questo sugo velocissimo.
Ingredienti:
Pasta
Tofu
Foglie di cavolo nero
Olio evo
Sale e pepe q.b
E' tutto qui, un panetto di tofu, alcune foglie di cavolo nero lavate e private della costa centrale più dura, un po' di olio evo a crudo e sale e pepe per insaporire. Il tutto lo si mette nel frullatore aggiungendo un mestolo di acqua calda di cottura della pasta. E mentre la pasta cuoce il sugo è presto fatto!
I love the simplicity and lately I am discovering and appreciating a lot the use of some vegetables in the raw version. Some of them I had never used raw but this way preserves all the vitamins. Here my quick sauce.
Ingredients:
Pasta
tofu
black cabbage leaves
extra virgin olive oil
Salt and pepper
It 's all here, a tofu loaf, some cabbage leaves washed and deprived of tougher central coast, a little of extra virgin olive oil raw and salt and pepper to taste. You put tofu, cabbage, olive oil and some salt and pepper in the blender adding a ladle of hot cooking water from the pasta. And while the pasta is cooking the sauce is easily done!
Alcune non le avevo mai utilizzate crude ma in questo modo si preservano tutte le vitamine. Ed ecco che così è nato questo sugo velocissimo.
Ingredienti:
Pasta
Tofu
Foglie di cavolo nero
Olio evo
Sale e pepe q.b
E' tutto qui, un panetto di tofu, alcune foglie di cavolo nero lavate e private della costa centrale più dura, un po' di olio evo a crudo e sale e pepe per insaporire. Il tutto lo si mette nel frullatore aggiungendo un mestolo di acqua calda di cottura della pasta. E mentre la pasta cuoce il sugo è presto fatto!
I love the simplicity and lately I am discovering and appreciating a lot the use of some vegetables in the raw version. Some of them I had never used raw but this way preserves all the vitamins. Here my quick sauce.
Ingredients:
Pasta
tofu
black cabbage leaves
extra virgin olive oil
Salt and pepper
It 's all here, a tofu loaf, some cabbage leaves washed and deprived of tougher central coast, a little of extra virgin olive oil raw and salt and pepper to taste. You put tofu, cabbage, olive oil and some salt and pepper in the blender adding a ladle of hot cooking water from the pasta. And while the pasta is cooking the sauce is easily done!
Il lettone
E' una diatriba sempre aperta. Lettone sì o no? Necessità o vizio?
Quando ti trovi a vivere la situazione il tuo approccio cambia.. che coerenza! Così da sostenitrice del "nel lettone no gli diamo un vizio mettiamola nella sua culla già dal primo giorno" sono approdata al "va beh però lei è tanto tenera, una cucciola che ha bisogno di mamma e papà, poi così dorme di più e noi abbiamo tanto sonno, i vizi si danno e si tolgono e ad allattare sono più comoda".
I primi giorni tornati a casa con questo fagotto e senza istruzioni per l'uso abbiamo messo la culla (quella del trio) a fianco del letto. Eravamo convinti che ci avrebbe dormito ed eravamo preoccupati a farla dormire con noi per paura di schiacciarla nel sonno. Premetto che questa è una scelta personale e questa è la nostra esperienza e il nostro punto di vista e non voglio consigliare nessuno su cosa è meglio fare. Ad ogni modo a noi succedeva sempre che dopo averla fatta addormentare in braccio la mettevamo nella sua culla e appena la appoggiavamo lei si svegliava e piangeva. Non riuscivamo nemmeno a togliere il braccio! Le volte in cui eravamo più fortunati invece ci dormiva un quarto d'ora. Abbiamo provato di tutto, a rendere la culla più calda con la boule dell'acqua calda che toglievamo prima di sdraiare la bimba, abbiamo spostato la culla in vari posti sempre vicino al letto, abbiamo tentato di farla addormentare dentro la culla pensando che forse era il cambiamento a svegliarla. Niente da fare, a tutto questo si sono aggiunte le coliche e il susseguirsi di notti disastrose di poco sonno. Fino a che una notte, dopo averla allattata, l'abbiamo lasciata nel lettone e lei ha dormito tutta notte (cioè 5 ore di fila che da neo-genitore sono una notte ristoratrice). Un miracolo! E allora ho capito il senso di quel foglio che mi avevano dato al corso preparto che illustrava i benefici della condivisione del letto con il neonato sia per il suo sviluppo sia per l'allattamento. Di questo ne parlerò in un altro post però i nostri dubbi sul lettone sono svaniti da quella notte perché dormire ti rende un genitore migliore, più pronto e disponibile verso il bambino.
Quando ti trovi a vivere la situazione il tuo approccio cambia.. che coerenza! Così da sostenitrice del "nel lettone no gli diamo un vizio mettiamola nella sua culla già dal primo giorno" sono approdata al "va beh però lei è tanto tenera, una cucciola che ha bisogno di mamma e papà, poi così dorme di più e noi abbiamo tanto sonno, i vizi si danno e si tolgono e ad allattare sono più comoda".
I primi giorni tornati a casa con questo fagotto e senza istruzioni per l'uso abbiamo messo la culla (quella del trio) a fianco del letto. Eravamo convinti che ci avrebbe dormito ed eravamo preoccupati a farla dormire con noi per paura di schiacciarla nel sonno. Premetto che questa è una scelta personale e questa è la nostra esperienza e il nostro punto di vista e non voglio consigliare nessuno su cosa è meglio fare. Ad ogni modo a noi succedeva sempre che dopo averla fatta addormentare in braccio la mettevamo nella sua culla e appena la appoggiavamo lei si svegliava e piangeva. Non riuscivamo nemmeno a togliere il braccio! Le volte in cui eravamo più fortunati invece ci dormiva un quarto d'ora. Abbiamo provato di tutto, a rendere la culla più calda con la boule dell'acqua calda che toglievamo prima di sdraiare la bimba, abbiamo spostato la culla in vari posti sempre vicino al letto, abbiamo tentato di farla addormentare dentro la culla pensando che forse era il cambiamento a svegliarla. Niente da fare, a tutto questo si sono aggiunte le coliche e il susseguirsi di notti disastrose di poco sonno. Fino a che una notte, dopo averla allattata, l'abbiamo lasciata nel lettone e lei ha dormito tutta notte (cioè 5 ore di fila che da neo-genitore sono una notte ristoratrice). Un miracolo! E allora ho capito il senso di quel foglio che mi avevano dato al corso preparto che illustrava i benefici della condivisione del letto con il neonato sia per il suo sviluppo sia per l'allattamento. Di questo ne parlerò in un altro post però i nostri dubbi sul lettone sono svaniti da quella notte perché dormire ti rende un genitore migliore, più pronto e disponibile verso il bambino.
La recumbent bike
Stare fermi non è lo sport di casa. Ci si muove sempre, e se non è con le gambe si usano le mani o la testa.
Le gambe si muovono meno da quando siamo diventati genitori e così le serate sportive stanno diventando un ricordo. Solo ogni tanto ci si ritaglia qualche momento di sport dopo le 19:30 e per la realizzazione di questa rarità devo ringraziare l'home fitness.
Non abbiamo mai attrezzato una vera palestra ma abbiamo qualche attrezzo: una recumbent bike, qualche peso, elastici, il trx e uno stepper.
Per chi non conoscesse le recumbent bike sono quelle biciclette che ti permettono di pedalare con la schiena appoggiata ad uno schienale, seduto comodamente su di un sedile invece che sui classici sellini da bici, inoltre la pedalata è distesa in avanti.
L'assenza di manubrio e il sostegno dello schienale la rendono perfetta per non sollecitare la schiena e volendo anche per leggersi un libro mentre si pedala.
La recumbent è ottima per diversi scopi, le nove resistenze volano ti permettono di passare dal riscaldamento alla pedalata di allenamento.
Di tutti gli acquisti devo dire che sono molto soddisfatta della recumbent.
L'ho comprata per regalarla al mio cinquantapercento e posso dire che è stata, e viene tuttora, usata. Il mancato utilizzo era il motivo che mi frenava di più nell'acquisto.
Un classico infatti è la cyclette abbandonata nelle cantine e nelle mansarde ma fortunatamente la nostra non prende tutta quella polvere.
Io l'ho acquistata su amazon e mi sto trovando benissimo, non ho acquistato il top della gamma ma per le nostre esigenze è perfetta.
Ecco il modello http://www.amazon.it/VB-Italia-F-RB01-a-Recumbent-bike/dp/B00BWU4GOI/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1454456443&sr=8-1&keywords=recumbent+bike
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